Il “filtro polarizzatore” blocca la radiazione elettromagnetica della luce a seconda posizione.

In questo esempio entrambe le foto sono state scattate con un 1/250 e F 6,3 (Iso 200) – Obiettivo 70-200 F 2,8
Il dettaglio del ponte sulla vetrata nella seconda immagine è completamente sparito. La ruggine del metallo è meglio evidenziata e la foto non ha perso alcuna luminosità.
Inoltre nel file raw originale i dettagli delle viti che sorreggono i pannelli bianchi sulla sinistra della foto sono più marcate ed il bianco ha “sparato” decisamente meno.
Debbo dire che questo tipo di filtro spesso sorprende…
ma come funziona tutto questo ?
Il filtro è composto da lamelle spaziate tra loro dell’ordine della lunghezza d’onda della luce incidente le quali impediscono o smorzano l’oscillazione del campo elettrico della luce non parallela al loro asse di polarizzazione.
Ad esempio, la riflessione, specialmente per l’acqua e le superfici bagnate, è parzialmente polarizzata, e parte di questa luce riflessa viene bloccata, consentendo ad esempio ad un pescatore di vedere oltre la superficie dell’acqua.
Se un fascio di luce attraversa un filtro polarizzante l’intensità luminosa viene smorzata secondo la legge di Malus I = I0cos2θi, dove I0 è l’intensità della luce entrante, I l’intensità della luce uscente e θ è l’angolo tra le due direzioni di polarizzazione: in entrata e in uscita dal filtro.
Come conseguenza se l’angolo θ è di 90° la luce viene completamente assorbita, se è di 0° attraversa totalmente il filtro. Su questo principio si basano gli schermi a cristalli lquidi.
Per ottenere luce polarizzata circolarmente di solito si procede trattando un fascio già polarizzato linearmente con un dispositivo ottico adatto. I più diffusi sono le lamine λ / 4, cioè uno strato di materiale ottico non omogeneo che presenta due indici di rifrazione diversi lungo due direzioni ortogonali. Il materiale deve avere uno spessore d che rispetta l’equazione d = λ / 4Δn, dove λ è la lunghezza d’onda della radiazione nel vuoto e Δn la differenza tra l’indice di riflessione massimo e il minimo.


